La Storia

Per favore, non chiamatele involtini! Ci sono secoli di storia dietro quelle che alcuni osano chiamare "fettine di carne arrotolate". Partiamo dunque dal nome: si chiamano "braciole" per il modo in cui venivano cotte; alla brace, appunto, che doveva colorirle e renderle croccanti senza far asciugare la carne. Nell'antichità si mangiavano attorno ad un fuoco, in epoca barocca, accompagnate da fiumi di vino rosso e da racconti leggendari. Già a quei tempi, pensate, erano uno dei piatti preferiti dai siciliani e furono gli spagnoli a farle conoscere agli abitanti della Trinacria nel XVI secolo; leggende raccontano che proprio la Regina Giovanna di Spagna - detta "la folle" - ne fosse ghiottissima, tanto da avere assunto a corte una decina di cuochi arruolati esclusivamente per la preparazione delle "braciole della Regina". E fu proprio uno di questi cuochi - amante della Regina Giovanna - a portare la ricetta dell'involtino sull'isola dovendo fuggire in fretta e furia dalla furia di Carlo D'Asburgo (nipote di Giovanna e legittimo erede al trono di Spagna) sconvolto dalla notizia della relazione segreta della madre con un semplice cuoco. Fu così che il popolo messinese ebbe la possibilità di assaggiarle e ne rimase estasiato, decidendo di adottarle e poi di "personalizzarle" per renderle uniche, attraverso un condimento speciale che ancora oggi è rimasto lo stesso di cinque secoli fa. Oggi quelle "fettine di carne" arrotolate come un involtino sono diventate un prodotto tipico della cucina dell'isola - dunque famose in tutta la Sicilia - ma solo quelle "messinesi" hanno mantenuto nel tempo l'antica ricetta mantenendo immutato il loro sapore leggendario che, dal 9 Novembre 2013, grazie agli sforzi di due giovani messinesi, potrete gustare nel primo punto vendita di Milano.